Sandro Tiberi è un Artista ed un Maestro Artigiano esperto nell’Arte della fabbricazione della carta a mano.

Vive e opera a Fabriano. I suoi lavori sono stati esposti anche nella sede dell’UNESCO a Parigi ed hanno dato un contribuito determinante al riconoscimento del titolo di Città Creativa a Fabriano da parte dell’UNESCO. Crea le sue opere avvalendosi della sua conoscenza delle tecniche di fabbricazione della carta. L’impasto di pregiate cellulose si trasforma diventando la trasposizione materiale del suo pensiero creativo.

“Plasmo desideri” 

“Non è carta, è la sostanza del sogno”

E il sogno da vita a sbalzi, sculture luminose, elementi di interior design. La carta fatta a mano non è un semplice metodo di produzione ma diventa un vero e proprio linguaggio artistico, una via per aprire nuove e stimolanti possibilità creative.

“[…] Uno che non rinnega affatto il rapporto con l’odierno, anzi, lo cerca palesemente, sperimentando in laboratorio nuove applicazioni per tecniche antiche, rivalutando la formidabile fisicità della carta artigianale, trattata come farebbe un artista cosciente dell’Informale o dell’Arte Povera, alternando virtuosisticamente il visivo e il tattile, il ruvido e il liscio, il grezzo e il raffinato, il trasparente e l’opaco, il plastico e il planare, senza tralasciare affatto di varcare la soglia del tridimensionale, con creazioni di design da interno che sconfessano l’idea più convenzionale della materia. […]
Tiberi é un materialista a tutti gli effetti, secondo il nuovo campo semantico assegnabile al termine: chi, in un’epoca di vecchio materialismo che viene riciclato in chiave di tecnologia smaterializzante, come prima si é provato a chiarire, riconosce alla materia, nella fattispecie la carta, uno specifico valore culturale, ancora assolutamente vivo nella mentalità corrente dei più civili, attribuendole quindi una dimensione prettamente spirituale, a superare, nella pratica, la dicotomia tradizionale che la filosofia ha istituito fra il fisico e il metafisico. Così come materialisti, e spiritualissimi allo stesso tempo, vanno considerati tutti i veri conservatori del bello, coloro che, valendosi di solide, dettagliate conoscenze in materia, sostengono la necessità impellente di preservare l’integrità storica di un monumento, un’opera d’arte, un borgo antico, un sito archeologico, un archivio, un paesaggio rimasto incontaminato. In nessun modo il progresso potrebbe negare il diritto alla conservazione del meglio, altrimenti, come diceva Pasolini, sarebbe solo becero sviluppo, avente come proprio fine non l’arricchimento culturale del mondo, ma la speculazione economica a vantaggio di pochi privilegiati. Quella sì tutta materiale, nel senso più arcaico e peggiore del termine.

V. Sgarbi

“Io non fabbrico carta, plasmo desideri.

Non è carta, è la sostanza del sogno.

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